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"Bruno Azimonti, un nome, un sicuro pennello e tante, tante gocce d'acqua colorate. Gocce che sono parole,
in cui l'amore, l'angoscia, la serenità e il dolore che stanno nel cuore umano sono fissate sulla
carta con mano sicura, con effetti strani, quasi misteriosi che solo uno spirito sofferto può
porgere senza fatica, con semplicità, con passione e direi con saggezza salomonica.
La gente guarda; lo spirito beve acqua pura dalla coppa iridata che questo Artista porge a tutti; ed è
candore di neve fresca, quella neve che Azimonti ha visto in Russia nel corso di una guerra dura e feroce
che si vorrebbe tanto dimenticare ma non si può.
E' in tutti gli acquarelli di questo pittore il ricordo della neve, e lo si vede nei cieli, nelle strade
bagnate, nelle luci che accompagnano l'uomo o il cavallo, nelle lunghe ombre tagliate ed allungate è
rimasto come segno dominante e bruciante per quell'aver camminato con i piedi insanguinati su tanta
purezza di biancore.
Non c'è altro da aggiungere: basta vedere i suoi quadri. S dura è stata la semina biondeggiante
e rigoglioso è il prezzo raccolto da riporre in granaio."
Alfred N. Klamer
da il volume: ARTE ITALIANA PER IL MONDO
1983. Acquarello, cm 50 x 70 (Coll. Milano)