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La mia pittura è fedeltà a tutto ciò che
amo e che vedo. Per me non esistono
i dettagli da modificare o da abbellire,
perchè a me basta la realtà quale è.



Bruno Azimonti e la sua tecnica

Usava una tecnica inusitata dopo aver bagnato il foglio e centrata l'impostazione dinamica dell'assunto.

Questa innovazione gli consente di ottenere - come una pittura corposa e modulata al massimo - effetti smaglianti nello sfumato e nei mezzi toni, in modo che i bagliori della luce ed i contrasti delle ombre sorgano per i giochi della luce radente sui corpi e sulle figure.

Bruno Azimonti collocava saggiamente le intensità, si entusiasmava per le scene di genere ed ambientali, immetteva nell'opera il pathos diluendo i tre colori di base con fine intendimento, conferiva infine ai suoi personaggi ritratti in estroso slancio dinamico una riverente e silenziosa meditazione.

Dall'album dei ricordi scaturisce tutto un filone aulico di opere immortalate con geniale espressione: il venditore di quadri, meditabondo accanto alle sue tele, plasticamente enucleato, quasi a gettante nei riflessi che impreziosiscono la dolce figura di vegliardo; una corsa all'impazzata d'altri tempi, le bighe lanciate in una corsa frenetica, la bava alla bocca dei cavalli spasmodicamente tesi nell'immancabile vittoria di uno di loro, le lunghe fruste all'aria guizzanti come serpi; una carovana assorta, in fila indiana, melanconicamente gettata per il traguardo dell'ignoto West; un mucchio di muli affaticati dalla soma, procedono lenti nella perigliosa luce pomeridiana verso una frescura agognata; e poi, ancora, visioni di vita artigiana, il lavoro dei campi, le carrozzelle proiettate nello smog lombardo, cento e cento immagini di interni di paesini montani, affacciati sul lago di Como, ove viveva l'autore al centro del suo Museo vivente "IL BAGUTTINO" che i turisti stranieri ricercavano con la venerazione dei templi sazi di opere d'arte.

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Le sue Opere

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La fiaba

1983. Acquarello, cm 50 x 70 (Coll. Milano)


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